mercoledì 12 marzo 2008

Una mattina senza pretese

Solito cielo coperto sopra il Puerto.
Alla mattina presto salendo per La Laguna e' raro incontrare i sole, il sole che sorge, solo qualche timido raggio riesce ad ingiallire le nubi.
Sono seduto al solito posto, il migliore, quello piu' prossimo alla porta d uscita.
Nelle orecchie le note di Vinicio sono un tuttuno col paesaggio che mi scorre sulla sinistra, bananeti, casupole e mare confusi nel buio del mattino.
Ho la pole-position assicurata, alla fermata della Laguna l'autobus si svuota, cinquecentometri separano la fermata dalla stazione dove si prende la coincidenza.
Il percorso e' obbligato, un sentiero acciotolato scende per il prato, poi stretta discesa a sinistra a ridosso delle case e infine a destra a gomito si imbocca il marciapiede ringhierato che passando sotto l'autopista porta alla stazione dei bus.
Il sorpasso e' praticamente impossibile, chi scende per primo e' sul podio :-)
Qualcuno gia' schiaccia il pulsante rosso, la scritta parada sollecitata comincia a lampeggiare. Manca ancora qualche minuto e ci si comincia a scaldare... gamba che spunta dal sedile, zainetto su una spalla, borsetta stretta sotto braccio... i muscoli son tesi... la porta si apre, con un balzo sono fuori,primo! Cammino rapido a testa bassa fin quasi alle case, un occhiata dietro, li ho staccati, una vecchietta rallenta il gruppo, alla curva a gomito salto il muretto e guadagno altri attimi preziosi, ormai e' fatta. Mentre entro in stazione la canzone finisce, e' un live, scrosciano gli applausi, me li immagino tutti per me!!!
Salgo sul 14 a testa alta, oblitero, vado verso il fondo, mi siedo e aspetto.
Aspetto 3 minuti buoni prima che parta, sale la vecchia, oblitera e si siede e a seguire anche gli altri. Oggi ho vinto invano; ma a volte mi capita di sentire la porta chiudersi appena dietro me, giusto il tempo di spostarmi in fondo alla vettura gia' in movimento, e guardando dal finestrino vedere... i passi che accelerano, le braccia che si tendono invano, gli occhi sgranati e le loro parole incomprensibili... al vento.