sabato 26 luglio 2008

Pico del Teide (3718 m)

Partecipanti Io, Gigia e Migue'.
Partiamo dal parcheggio sulla strada per il teleferico a quota 2300 Iniziamo la salita alle 16.30
Il primo tratto sale montaña blanca, un mucchio di sassi leggerissimi a forma di cunettone, la strada sterrata sale dolcemente in un paesaggio da far west.
La vetta di questo panettone raggiunge i 2748 metri ma poco prima della cima il sentiero devia a destra per salire finalmente sul cono vulcanico del Teide.
Da qui il sentiero si fa molto ripido e comincia a zizzagare per il versante est del monte. Incredibilmente la vegetazione ricomincia, bassi cespugli punteggiano la salita e sotto uno di questi riusciamo a scorgere una coppia di coniglietti selvatici che si fa una passeggiata. Dopo circa 3 ore raggiungiamo il rifugio Altavista (quota 3260). Parecchia gente e' gia' li a riposarsi, scambiamo due parole con una coppia di rumeni e insieme continuiamo il cammino fino alla Cueva del Hielo, venti minuti un po' piu' su. Di neve e ghiaccio neanche l'ombra, solo un grosso buco freddo e umido con la muffa sulle pareti. Da qui la vista e' splendida, il sole sta tramontando dall'altro lato e proietta sulla cañada l'ombra conica inconfondibile!
Rientriamo al rifugio e ci scopriamo che l'ospitalita' non e' delle migliori, subito ci chiedono i 20 pavos per il pernotto, e migue' che decide di dormire fuori non lo fanno neanche entrare. Quindi solidali mangiamo fuori su una panchina le ottime papas della gigia e le cotolette, accompagnate da un ottimo vinello. Sta scendendo la notte, mezza luna splende alta sopra le nostre teste, illuminando l'orizzonte lasciando vedere solo parzialmente il cielo stellato. Lasciamo migue' nel suo sacco a pelo in compagnia di un perro randagio magrissimo e superspaventato, e ci avviamo alla camerata per farci un 6 orette di sonno. Inutile, entrambi non chiudiamo occhio, alle 4.30 suona la sveglia inutilmente, stiamo gia' preparandoci per il tratto finale. Due brioscine e un succo e si parte nel buio. La luna ci permette dopo qualche minuto di camminare senza l'aiuto delle torce. Siamo i primi a lasciare il rifugio, camminiamo lentamente verso una meta che solo si intravede nel lieve chiarore del cielo, fa un freddo cane. Dietro di noi, piu' in basso, si vedono i punti luminosi delle torce degli inseguitori... noi avanziamo nell'incognito del buio. Nel tratto dal rifugio al teleferico, ci sembra di essere Frodo e Sam sul "Monte Fato", intorno a noi solo nerissime rocce vulcaniche aguzze e taglienti creano un atmosfera demoniaca, il sentiero ben segnalato nel mezzo sembra portare al centro della terra!!. In un'ora esatta arriviamo al teleferico, da qui ci mancano solo 200 metri alla vetta, le rocce nere le lasciamo dietro di noi e cominciamo la ripidissima salita sul cono vulcanico finale di terra ghiaiosa e roccia bianca. Il vento gelido non cessa un secondo di soffiare, a testa bassa e senza fermarci continuiamo, un passo dopo l'altro finche non c'e' piu' niente da salire!!
Siamo in vetta, sotto i nostri piedi tutta l'isola, sopra... solo cielo.
Fa un freddo porco, stretti sotto il sacco a pelo ci sediamo sulla calda roccia vulcanica con lo sguardo verso oriente.. aspettando il sole.

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