venerdì 29 febbraio 2008

Un sabato qualunque... un sabato canario.



23 febbraio 2008
San Cristobal de la Laguna, cielo azzurro e vento freddo...potremmo essere in Trentino a marzo... saremo state 12, 13 persone. La gaffe inziale del saluto: noi formali tendiamo la mano, loro una mano sulla ns spalla e un bacio... allora noi due baci! (...e a volte anche tre, se lo sapessero...!)...la casualita', o forse anche no, ci fa sedere italiani di qua, canari di la' e Daniele in mezzo tipo "terra di confine".
La tavolata si riempie di Dorada (birra canaria), sembriamo i sudamericani con le Heineken. Presentazioni, raffica di nomi che dimentichi un attimo dopo che li hai sentiti, bevuta, sigaretta e via: destinazione Guachinche. Fabada, queso de cabra, pimientos relleno, cerdo alla brasa, patate, bistecche, vino, acqua y cafe. Uuuuu, che magnata!!!! Comida casera!
Seconda tappa: gelateria italiana con belvedere mozzafiato su rocce scoscese che a picco si tuffano in mare e sopra le nostre teste decine e decine di parapendii multicolore... sembrano farfalle, aquiloni. C'e' chi mangia il gelato, ancora cibo??? no basta, per me un amaro grazie.
Ci gustiamo il sole che picchia sulle nostre schiene e ci ritempra dai venti della Laguna e dalle mura fresche e umide del guachinche.
Ci si alza, si va alle macchine ed ora tutti al supermercato a far provviste: birra, rum, coca, succhi, ghiaccio, bicchieri di plastica e via...verso una splendida e semplice dimora abbracciata dalle colline del nord tra prati e fiori. Presto scende la notte, del resto e' comunque ancora inverno, e tra cocktails, musica, chitarra e canzoni improvvisate cantate a squarciagola inauguriamo il nostro primo autentico sabato canario!
I.

giovedì 28 febbraio 2008

Playa de las Teresitas e dintorni



Puerto de la Cruz, el pueblito sin alma





27 febbraio 2008

Da 45 giorni ormai calpestiamo le calles del Puerto.
Dopo un iniziale entusiasmo solleticato dalla nostra indomabile curiosita' che ci ha indotto ad attraversare ripetutamente le vie, le piazze, i moli, le avenide, in ripetuti e sfiancanti saliscendi constringendo i nostri polpacci a sforzi mai provati prima... ora, l'impressione iniziale che ci accolse e' svanita.
La pace che pareva irreale, la pioggerellina che bagnando i ciotoli di pietra scura con la calda luce dei lampioni trasmetteva una piacevole sensazione di calma che ci ha subito affascinato, ci ha presto lasciato.
Si, perche' Puerto e' bella, ma di una bellezza che si estingue in fretta, di cui abbuffarsi velocemente per poi dirigersi verso nuove rotte. E' bella, caratteristica, tranquilla, ma e' il nulla che ha dentro che ci lascia gia' cosi' indifferenti e abituati... ancora si mi fermo ad ammirare le case terrere e i balconi intarsiati di legno lucido e scuro, le mura di calce bianchissime, le aiuole in fiore e le onde oceaniche che quotidiane e instancabili si infrangono sul molo... ma le Taperias sono chiuse, i Guachinches altrove, non si beve il vino della valle ma birra, non si mangiano boccadillos ma platos combinados de hamburghesa y papas... cara Puerto, ti han tolto l'anima.
Sei un contenitore grazioso e accogliente ma senza dentro niente.
E a nessuno importa qui.
Ci viene da chiederci che ne sara' di te...non si riesce a immaginare un futuro per te, perche' non hai neanche un presente.
Comunque noi presto andremo via, ma a chi passa di qui -se lo goda il Puertito- ma poi corra a rifugiarsi in un guachinche ad abbuffarsi di vino tinto y carne a la brasa!
Suerte!
I.

martedì 26 febbraio 2008

lunedì 18 febbraio 2008

Voi l'avreste mangiata??


Tardo pomeriggio, l'ospedale e' semideserto, Enrico non si e' ancora ripreso dall'anestesia, nel frattempo ci stimo addormentando noi, nonostante le sedie scomodissime. Salgo al piano superiore in cerca di una macchinetta', il bar e' ormai chiuso da ore. Salone deserto, completamente bianco, luci al neon, un silenzio irreale... le macchinette sono in fondo, schierate una fianco all'altra... mi chiamano. Vendono boiate di ogni tipo, sara' per questo che sono tutti tendenzialmente rotondetti!! Prendo un caffe' per Gigia e un Cioccocappuccino per me. Mentre attendo che il led rosso indichi "OK" sento un tonfo nella macchinetta a lato... mi giro, il salone e' ancora deserto, recupero la manna caduta dal cielo. E' un brioscione ricoperto di cioccolato da 150 gr, tipo ventaglio. Torno al piano inferiore con l'aquolina in bocca... ho troppo culo. Mi siedo e come buona abitudine da consumatore critico leggo l'etichetta: harina de trigo, grasa y aceite parcialmente hidrogenados, agua, azucar, cacao desgrasado en polvo, suero de leche en polvo, sal, emulgentes (E-471, E-481, E-475), conservadores (E-200, E-202), aromas, estabilizador (E-412), acidulante (E-330), antioxidante (E-306, E-304) y colorante (E-160a).
E' rimasta sulla sedia in attesa di uno sprovveduto affamato.

mercoledì 13 febbraio 2008

Puente Tacon


Con il weekend appena passato si conclude ufficialmente il Carnevale Tenerifeño, anche se a detta di molti la festa continua...
Fra i vari eventi che si sono susseguiti durante la settimana, quello che senza ombra di dubbio e' da considerarsi imperdibile e' MascaritaPonteTacon.
All'inizio si presenta come una curiosa e molto colorita sfilata di uomini (solo rigorosamente uomini) vestiti da donna. Del tutto privi di grazia e decenza, spesso volgarissimi, si confezionano vestiti e maschere a volte geniali. A gruppi di sei o sette sfilano presentando la loro interpretazione di vari temi: le pompiere, le hostess, le donnine chic col barboncino bianco, le giocatrici di volano, ecc. Attraversano cosi il paese coinvolgendo animatamente il pubblico fino a giungere alla deliziosa chiesetta di San Telmo. Da qui comincia il bello, ovvero sia il percorso a ritroso in discesa, nel frattempo disseminato di ostacoli di vario tipo, prevalentemente da saltare. L'accessorio fondamentale della sfilata, come suggerisce il titolo, e' il tacco alto.... altissimo, e non da meno l'alto tasso alcolico.
Non mi dilungo nella descrizione... vi consiglio vivamente per il prossimo carnevale un soggiorno di una settimana a Puerto de la Cruz.

venerdì 8 febbraio 2008

Guachinche


Ieri sera ci siamo ritrovati per la seconda volta in un "Guachinche".
Praticamente e' come andare a cena a casa di qualcuno, qualcuno di molto ospitale, come una zia o una nonna, che ti aspetta a braccia aperte e ti da un sacco di roba da mangiare. Sono piccole trattorie nascoste, un tempo aperte solo per vendere il loro vino (per trovarle bisogna seguire i cartelli: se vende vino), con tipici tavoli da trattoriaccia di provincia, numerati con un pezzo di carta a quadretti con scritto il numero a penna, pochi posti a sedere, ed alcuni con un ottima vista panoramica sulla vallata (sono quasi tutti sui monti). Si mangiano prodotti moltoooo tipici; i classici garbanzos (ceci) che a casa non mi sono mai piaciuti mentre qui mi fanno impazzire; il queso asado con mojo picon, miel, y una marmellata di mirtilli di cui non ricordo il nome; delle morbidissime costine di maiale; la ropavieja, che una volta erano i classici avanzi fatti saltare tutti insieme, mentre oggi e' un piatto classico preparato tutti i giorni che ogni guachinche fa alla sua maniera... sempre buonissima,(un po' come le polpette da noi)!! e per finire il gofio, una farina di vari cereali che mettono insieme a carne e verdure cucinate dandogli la consistenza di un pappone polveroso, tutt'altro che invitante. cmq mi e' piacito, anche se alla lunga stanca. tutto cio' accompagnato da buon vino e dal cafesito finale servitoci direttamente con la moka :-) Dieci euro e passa la paura.
Todo esto gracias a daniele, il mio eroe qui a tenerife :-)

mercoledì 6 febbraio 2008

bolivia

ieri siamo finiti a santa cruz (la capitale), avevamo appuntamento per un colloquio di lavoro, ma non ci si e' capiti molto bene, la citta' era deserta e all'indirizzo indicato ci aspettava solo un portone chiuso. Martedi di carnevale a S/C e' festa e non c'e' in giro nessuno; son tutti a nanna a smaltire la nottata appena trascorsa, tranne noi che siamo andati a letto presto nella speranza di un lavoro :-(
nel nostro vagare per la citta' addormentata ci siamo incuriositi alla vista di una colonna di fumo bianco che saliva dal mezzo di un parco pubblico; un baracchino con sedie e tavoli di plastica e una bella griglia piena di carne governata da una "gordita senora". ai tavoli visi dai lineamenti marcati, capelli corvini e occhi nerissimi... sudamerica! esattamente bolivia. affettuosi e ospitali come li avevamo incontrati nel loro paese, ci hanno offerto birra e larghi sorrisi (purtroppo heineken). ci siamo sentiti un po' a casa.. e' stato un bell'incontro che ha dato un senso alla giornata altrimenti persa.
aspetta e qualcosa accadra'