mercoledì 10 dicembre 2008

Pizza nel mondo










bisogna proprio essere alla frutta per mangiarsi una pizza all'estero!
eppure qui, in spagna, si fanno vanto della pizza che mangiano (loro)!!!
sara' che chi vende la pizza a domicilio e' uno solo...
sara' che la comida tipica predilige carne di porco e salse...
sara' che il basilico qui non cresce...
fatto sta che vanno pazzi per la Barbacoa!!!!
Una ricca mezcla de salsa barbacoa a kili, queso simil-mozzarella, carne speziata y bacon!!!
¡que aprovechen!

mercoledì 12 novembre 2008

giovedì 9 ottobre 2008

L'equilibrio del Thai-chi


Titolo:
Adesso io e te la risolviamo da uomini in salone!!!!
... e te lo dico perche' faccio thai-chi e sono un uomo mistico

Personaggi della vicenda
fausto: il maestro, protagonista indiscusso (vedi foto, molto del primo e i pantaloni del secondo)
davide: io
irene: mi amor
raùl: el peluquero

Mezzanotte, appena rientrato dal lavoro, in cucina.
stiamo mangiando una pizza in tre, Irene Davide e Raúl
il maestro dorme con una nuova amica (puta probabilmente)
si chiacchiera del piu' e del meno bevendo birra (noi) e fumando erba (Raùl)
a un certo punto un fischio giunge dal corridoio
nessuno di noi e' un cane e continuiamo a parlare
dopo poco un buffone mezzo nudo con asciugamano legato in vita si piazza sulla porta e con tono minaccioso ci intima il silenzio
"brivido"
ovviamente gli rispondo che e' solo mezzanotte e a fischi si puo' rivolgere solo al suo cane
chiarita la questione che il fischio era rivolto ironicamente a noi
evidentemente infastidito torna ai suoi sollazzi notturni
mentre sparecchiamo, a Raùl cade una forchetta e nel medesimo istante un colpo di vento fa sbattere la porta della veranda.... nel silenzio della notte scoppiamo tutti e tre a ridere :-))))

a quel punto torna il maestro a petto nudo tutto tronfio con pantalone thai nero satinato... e con voce cavernosa mi dice:
adesso io e te la risolviamo da uomini in salone!!!!

Aiutooooooo!!!!!!

e io con in mano lo strofinaccio dei piatti gli rispondo "tu eres loco de verdad".

lunedì 29 settembre 2008

giovedì 18 settembre 2008

Plafón



Chi cerca trova...
l'abbiamo trovato!!

sabato 6 settembre 2008

Psicobloc


Un po' menoso, non ci volevo neanche provare, stavo li a guardare questi mostri che si muovevano come ragni con dieci metri di vuoto tra il loro culo ed il mare... ma non potevo resistere a lungo :-) mutande e scarpette e mi sono lanciato... e con mio grande stupore continuavo a scalare, col culo stretto, ma senza cadere. Certo e' che non potevo tornare a casa asciutto!!! E' cosi insisti, insisti, la stanchezza a fatto allentare la mano... in un attimo tutto e' cambiato... pochi secondi per trovare una posizione "acquadinamica" e poi il vuoto... la mente si resetta... ti dimentichi di tutto, l'ultimo movimento, l'ultimo sguardo, niente... solo pace... una pace immensa corroborata dal fresco del mare al tramonto.. questo e' stato per me il primo psicobloc.. e sicuro... ce ne saranno mille altri ancora.

giovedì 4 settembre 2008

Alchimia


Finalmente dopo mesi immobili, ecco le vibrazioni, ecco l'alchimia, quella magica sensazione che ti fa sentire che le cose stanno andando per il verso giusto, che sei sulla strada giusta, la tua. C'e' come un energia che ti circonda, un flusso benefico che fa si che le cose siano semplici, naturali. Ecco cosa mancava a tenerife l'alchimia, o dovrei dire l'alchinostra :-)
A parte il pessimo Humor, stiamo bene, in un giorno abbiamo trovato casa con un maestro di Thai-chi, e in cinque giorni netti lavoro... questa come la potremmo chiamare se non alchimia.

sabato 30 agosto 2008

La prima impressione e' quella che conta

...e qui e' stata ottima. L'isola e' un incanto soprattutto nell'entroterra :-)

martedì 26 agosto 2008

lunedì 18 agosto 2008

Fuerteventua, Lanzarote y la pequeña La Graciosa







Dieci giorni a spasso con barche e guaguas, zaino in spalla e sacco a pelo.
Quale vacanza piu' ecosostenibile!!! (ed economica).
Illusi che il nostro modello di vacanze potesse essere applicabile ad ogni angolo di mondo, ci siamo resi conto in fretta che queste isole si prestano ahime' quasi esclusivamente al turismo organizzato e all-inclusive.
Sicuramente muoversi ad agosto non e' mai una scelta felice.
Lanzarote dal mare ha un'aria assai inospitale e selvaggia, una volta sbarcati la sensazione non cambia.
Ricoperta di nera roccia vulcanica, poche spiagge ritagliate in una costa impervia, sporadici pueblos di basse casette bianche con le persiane verdi o azzurre che spiccano sul nero della terra che le circonda. Nel desertico e brullo paesaggio risaltano i verdi alberelli della vite che, protetti dal vento da muretti a secco semicircolari, producono un ottimo vino bianco.
A differenza delle altre isole dell'arcipelago la legge tutela la conservazione dell'architettura originale, evitando cosi il sorgere di mostruosi complessi turistici. Questo non ha impedito lo sviluppo esagerato di poli turistici, finti e banali, soprattutto nella parte sud.
Dal settentrionale pueblo di Orzola con venti minuti di barca si giunge alla quasi disabitata Isla de la Graciosa.
Si sbarca in uno dei due nuclei abitati, poche casette bianche divise da stradine sabbiose, qualche hippy con la sua bancarella, due ristorantini e un bancomat.
Si puo' girare l'isolotto con una jeep, in bici o semplicemente a piedi, e raggiungere spiagge deserte con acque cristalline.
Qui il campeggio libero e' la soluzione piu' naturale e di conseguenza e' stata attrezzata un'area completa di docce e servizi.
Fuerteventura conferma la sua fama di isola dal mare caraibico e dalle spiagge sconfinate, mentre l'entroterra ha ben poco da offrire, montagne spelate e sabbiose si stendono per chilometri, pochi paesi desolati appaiono in questo ostile territorio. La capra sembra essere l'unico animale in grado di viverci, e grazie a loro uno squisito formaggio soddisfa i nostri palati. (Puo' anche capitare di incontrarle all'improvviso di notte, in mezzo alla strada mentre si sta guidando rilassati, trovandosi a inchiodare con gli occhi sgranati, sbandando vistosamente... per continuare i chilometri successivi a 20all'ora con la tachicardia) . Il litorale costellato di complessi alberghieri di dubbia bellezza e di pueblos piu' o meno autentici accoglie i turisti bramosi di tintarella e mare. Si puo' praticare qualsiasi sport acquatico legato al vento che qui come a Lanzarote e' un compagno di viaggio inseparabile.

Sara' un bel souvenir

Piccole approssimative e grossolane riproduzioni plastiche "dipinte a mano" rigorosamente made in china raffiguranti monumenti storico/naturali di tutto il mondo intasano scaffali in ogni localita' turistica per poi finire a intasare le nostre bachechine della sala.
Tanto inutili quanto poco sembianti all'originale non si capisce se vogliono essere testimonianza di una esotica conquista o il fiacco tentativo di mantenere vivo il ricordo di 15 miseri giorni di agognata vacanza.
Senza sapere che chi le crea non ha mai visto dal vivo cio' che rappresentano e, forse, non e' mai uscito da confini del suo paese ... o dalla fabbrica che li produce.
In cambio siamo soliti lasciare anche noi graziosi e indimenticabili souvenir, come testimonianza del nostro passaggio... sigarette spente nella sabbia, lattine e bottiglie vuote, sacchetti e altra merda di questo tipo.

Braccialetti colorati


Erano parecchi anni che non facevamo vacanze da caproni in localita' turistiche, ed effettivamente non eravamo piu' aggiornati sulle mode da spiaggia.
Oggi si usa sfoggiare il braccialetto: rosso, verde, blu, giallo... ognuno il suo colore, quello della sua squadra. Compagno inseparabile in spiaggia, sulla passeggiata, in mare, al ristorante, probabilmente al cesso e a letto, e ovviamente in tutte le foto-ricordo-sorridenti-abbronzati. Che poi a pensarci bene, sul polso tutti e 15 i giorni, lascera' pure una traccia pallida dove non sono giunti i raggi UVabcd... ma forse anche questo e ' un modo per ostentare il proprio invidiabile stile vacanziero una volta rientrati in patria.

sabato 26 luglio 2008

Pico del Teide (3718 m)

Partecipanti Io, Gigia e Migue'.
Partiamo dal parcheggio sulla strada per il teleferico a quota 2300 Iniziamo la salita alle 16.30
Il primo tratto sale montaña blanca, un mucchio di sassi leggerissimi a forma di cunettone, la strada sterrata sale dolcemente in un paesaggio da far west.
La vetta di questo panettone raggiunge i 2748 metri ma poco prima della cima il sentiero devia a destra per salire finalmente sul cono vulcanico del Teide.
Da qui il sentiero si fa molto ripido e comincia a zizzagare per il versante est del monte. Incredibilmente la vegetazione ricomincia, bassi cespugli punteggiano la salita e sotto uno di questi riusciamo a scorgere una coppia di coniglietti selvatici che si fa una passeggiata. Dopo circa 3 ore raggiungiamo il rifugio Altavista (quota 3260). Parecchia gente e' gia' li a riposarsi, scambiamo due parole con una coppia di rumeni e insieme continuiamo il cammino fino alla Cueva del Hielo, venti minuti un po' piu' su. Di neve e ghiaccio neanche l'ombra, solo un grosso buco freddo e umido con la muffa sulle pareti. Da qui la vista e' splendida, il sole sta tramontando dall'altro lato e proietta sulla cañada l'ombra conica inconfondibile!
Rientriamo al rifugio e ci scopriamo che l'ospitalita' non e' delle migliori, subito ci chiedono i 20 pavos per il pernotto, e migue' che decide di dormire fuori non lo fanno neanche entrare. Quindi solidali mangiamo fuori su una panchina le ottime papas della gigia e le cotolette, accompagnate da un ottimo vinello. Sta scendendo la notte, mezza luna splende alta sopra le nostre teste, illuminando l'orizzonte lasciando vedere solo parzialmente il cielo stellato. Lasciamo migue' nel suo sacco a pelo in compagnia di un perro randagio magrissimo e superspaventato, e ci avviamo alla camerata per farci un 6 orette di sonno. Inutile, entrambi non chiudiamo occhio, alle 4.30 suona la sveglia inutilmente, stiamo gia' preparandoci per il tratto finale. Due brioscine e un succo e si parte nel buio. La luna ci permette dopo qualche minuto di camminare senza l'aiuto delle torce. Siamo i primi a lasciare il rifugio, camminiamo lentamente verso una meta che solo si intravede nel lieve chiarore del cielo, fa un freddo cane. Dietro di noi, piu' in basso, si vedono i punti luminosi delle torce degli inseguitori... noi avanziamo nell'incognito del buio. Nel tratto dal rifugio al teleferico, ci sembra di essere Frodo e Sam sul "Monte Fato", intorno a noi solo nerissime rocce vulcaniche aguzze e taglienti creano un atmosfera demoniaca, il sentiero ben segnalato nel mezzo sembra portare al centro della terra!!. In un'ora esatta arriviamo al teleferico, da qui ci mancano solo 200 metri alla vetta, le rocce nere le lasciamo dietro di noi e cominciamo la ripidissima salita sul cono vulcanico finale di terra ghiaiosa e roccia bianca. Il vento gelido non cessa un secondo di soffiare, a testa bassa e senza fermarci continuiamo, un passo dopo l'altro finche non c'e' piu' niente da salire!!
Siamo in vetta, sotto i nostri piedi tutta l'isola, sopra... solo cielo.
Fa un freddo porco, stretti sotto il sacco a pelo ci sediamo sulla calda roccia vulcanica con lo sguardo verso oriente.. aspettando il sole.

venerdì 11 luglio 2008

e quel "provvisoriamente a Tenerife" del sottotitolo sta per cambiare....



forse avremmo dovuto lasciare questa isola dopo il primo mese che gia' c'era bastato per capire che qui non c'era cio' che cercavamo...non era quello che volevamo non era come ce l'aspettavamo, ma abbiamo deciso di continuare per viverlo cmq questo posto, questa nuova realta', per imparare la lingua, per imparare a vivere in una cultura si europea ma cmq tanto lontana dalla ns,....alla fine pero' (che forse e' un inizio piu' di quanto pensiamo...) tutti i nodi vengono al pettine ed e' arrivato davvero il momento di cambiare e di riprendere, continuare la ricerca, stavolta piu' consapevoli, con le idee piu' chiare....stavolta davvero si cerca cio' che si vuole e non ci si ferma....
I.

La prima impressione e' quella che conta, e non e' stata certo entusiastica. Non sapevamo bene cosa avremmo trovato, ma di certo non cercavamo questo. Col tempo abbiamo scoperto e apprezzato parte della cultura di quest'isola e goduto di attimi autentici e unici. In una visione + ampia, a parte il clima mite e il bassp costo della vita, ha ben poco da offrire che non si possa trovare migliore o piu' autentico altrove.
D.

In questi mesi e' mancato il flusso, quella sensazione, quell'energia positiva che ti accompagna quando sei sulla strada giusta, la tua.
Tra poco ricomincia il viaggio e... "provvisoriamente"
respireremo
toccheremo
assaggeremo
sentiremo e guarderemo un nuovo orizzonte

mercoledì 11 giugno 2008

sabato 7 giugno 2008

canaria tierra de gofio de vino tinto y plataneras


11 Mayo 2008


Esistono ancora, sopravvivono dovrei dire, con l'aiuto di una geografia ostile e impervia, paesi ancora illibati e autentici; Taganana e' uno di questi. Collegata al resto dell'isola da una sola strada di tornanti, colline, coltivazioni e fincas. Un pueblo di mare e spiagge ristorantini azzurri e profumo di pesce fritto, alla griglia e in salsa che aleggia per las calles. Una domenica di ozio, una bottiglia di vino sul tavolo, un timple, una chitarra e tre vecchi canari allegrotti che stonati cantano "canaria tierra de gofio de vino tinto y plataneras"...



El Pico: Campeonato Bloque




3 mayo 2008


Por fin un poco de Boulder!!!

Una competizione molto ben organizzata, la prima di una lunga serie mi auguro. Siamo a Tejina, localita' El Pico, un paesino sperduto nelle verdi valli del nord dell'isola, poche casette basse, qualche negozio, un bar, una piazza e una chiesa...  a lato della chiesa il "barranco" con la zona boulder. Un'ampia grotta bassa in liscia roccia vulcanica ovviamente... quasi tutta superstrapiombante.

Alrededor musica, baracchino gadget, chioschetto con birra e panini a prezzi popolari.

Per tutti i partecipanti acqua, banane e canotta bianca tamarra.

La sfida e' su una ventina di blocchi di varia difficolta', i partecipanti vanno dai 10 anni in su! In parallelo si svolge anche una gara di fotogafia.. avrei fatto meglio a partecipare a quella. Sono un po' fuori forma e dopo sei o sette blocchi ho le braccia a pezzi e le dita sanguinanti (la roca taglia di brutto soprattutto se non ti tieni) Sul finale, come da copione, l'attenzione si focalizza su quei pochi in grado di tentare le due vie piu' dure. partenza sotto la grotta, un tratto di traverso in strapiombo, uscita sul vericale, altro traverso e poi arriba. Disumano, a singoli passaggi l'hanno fatto piu o meno tutti, completo non zo'.

Sul fianco del barranco, praticamente sotto la chiesa, c'e' un tunnel -in origine destinato all'acqua- ora palestra di free-arrampicata. chi vuole si porta il suo crash e scala, magari sostenendo il gruppo locale che di sua iniziativa ha ripulito il sito e l'ha attrezzato con prese

venerdì 30 maggio 2008

2 giorni alla Gomera


S/c de Tenerife, 24 y 25 Mayo 2008

C'é sempre la prima volta anche per un'escursione organizzata, ma del resto se ci costa meno perché no?! Con i rischi che l'organizzazione a sorpresa comporta.. un'allegra brigata di 50enni.. per fortuna le tre guide, il biologo e l'infermiera, sono giovani e supersimpatici e con meno voglia di noi di passare tutto il tempo con los majores.
Arriviamo tranquilli e ritardatari alla Gomera, con i soliti tempi canari che prevedono infinite pause per rifoccillarsi e abbuffarsi di bocadillos prima ancora di iniziare a camminare.. mica che gli manchino le forze strada facendo!!
La zona sud dell'isola é ugualmente arida alla costa sud di Tenerife, pero' cambia rapidamente nel paesaggio e nella vegetazione...saliamo oltre i 1000 mt e arriviamo infine al Parco del Garajonay, il sentiero e' in piano, attraversa un bosco dai mille toni del verde, i muschi e i funghi ricoprono rocce, tronchi e il cammino, piccoli ruscelli attraversano i sentieri, l'aria fresca e umida rende piacevole passeggiare....giungiamo alla zona ricreativa dove merendiamo voracemente e ripartiamo scendendo fino a Hermigua in un paesaggio vario di palme, arbusti, fiori e perfino erba.....i cari ciuffi d'erba tanto diffusi in Italia ma tanto rari qui..
Il sentiero e' ben segnalato talvolta perfino con scaloni di pietra ma molto esposto e soprattutto scende per oltre 900 mt ...sofferenza acuta per le ginocchia e un paio di scivoloni culo a terra per la sabbia e la ghiaia che simpaticamente mi si infilano sotto le scarpe.
Attreversiamo un camping/affitta camere sito in un punto con vista mozzafiato, spartano e rustico ci colpisce subito e assurdo...cercano anche dipendenti! Peccato che nessuno arriverebbe fin qua a cercar lavoro e men che meno penserebbe di trovarlo..
A Hermigua ci aspetta la guagua che ci porta all'alloggio, camerate di 4/6/9 letti a castello in una Residenza Escolar..la notte trascorre tra bocadillos, musica in piazza e canzoni, chitarra e balli delle guide ma noi crolliamo presto...forse perche' ci siamo svegliati alle 5??!!
Il giorno dopo i Mayores tornano indietro e noi ci godiamo un tranquillo paseo per la capitale (San Sebastian de la Gomera) un po' di playa e un ricco pranzo a base di tapas con ovviamente il succulento Almogrote da spalmare sul pane..
Torniamo al porto e iniziano a cadere le prime gocce di pioggia e arriviamo a Tenerife che ancora piove un po'...c'e' andata proprio bene...tempo perfetto e il fresco che ci accoglie al rientro a casa.
I.

mercoledì 28 maggio 2008

L'uomo delle caverne


In origine i Guanches (primitivi abitanti delle isole Canarie) vivevano nelle innumerevoli grotte naturali presenti sulle isole.
Ancora oggi un uomo vive cosí.
Bianca e lunga la barba, capelli spettinati, occhi scuri e una risata contagiosa. Come vulcanologo ha girato mezzo mondo, Italia compresa, Pisa e isole Eolie. Parla un po' italiano del quale gli é rimasto uno spiccato accento toscano e le relative colorite esclamazioni (bestemmia a fiotti!!). Con la terra ha un rapporto profondo che lo ha spinto a costruirsi -scavarsi- una casa nella roccia.
Nella valle sopra Güimar tapezzata di palme e alberi da frutto si scorgono solo semplici tettoie sporadiche, riparo per gli attrezzi dei contadini della zona; sotto una di queste si apre un mondo nuovo!!
Una serie di cunicoli a misura d'uomo collega le varie stanze illuminate da sottili lucernari, il salone immenso é completo di tutto, divano, mobili, televisione, libreria e la cucina a vista con gli elettrodomestici essenziali. Piú in profonditá le camere da letto con cabina armadio nella roccia con tendina. Nonostante gli innumerevoli locali sta ancora scavando. Il tutto col comfort dell'aire acondicionado naturale: un buco che porta nelle viscere della terra con un tappo artigianale che viene aperto per rinfrescare i locali, uno spiffero gelido ed energico direttamente dal cuore umido della roccia piú profonda. Ancestrale

giovedì 10 aprile 2008

un pomeriggio di ordinaria follia


A un tratto l'elettricista, gia' un po' nervosetto, prende in mano due martelli belli grossi e comincia a picchiarli uno contro l'altro, con movimenti ampi e lenti, urlando: "da dove comincio? da dove comincio?", guardandosi intorno con aria minacciosa e determinata.
Sono bastati pochi secondi di questa astuta follia per fare uscire dall'ufficio a testa bassa e di corsa il nipote del capo dicendo: "tranquillo, tranquillo, vieni con me che sistemiamo tutto".
Son rimasti qualche minuto in ufficio finche' il pazzo e' uscito bello tronfio e guardondoci si e' tirato due belle pacche sulla tasca dicendo: "¡Ahora si!" e se ne e' andato sghignazzando.
Era venuto la settimana scorsa a fare un lavoretto semplice-semplice... e oggi e' venuto a riscuotere!!!

mercoledì 12 marzo 2008

Una mattina senza pretese

Solito cielo coperto sopra il Puerto.
Alla mattina presto salendo per La Laguna e' raro incontrare i sole, il sole che sorge, solo qualche timido raggio riesce ad ingiallire le nubi.
Sono seduto al solito posto, il migliore, quello piu' prossimo alla porta d uscita.
Nelle orecchie le note di Vinicio sono un tuttuno col paesaggio che mi scorre sulla sinistra, bananeti, casupole e mare confusi nel buio del mattino.
Ho la pole-position assicurata, alla fermata della Laguna l'autobus si svuota, cinquecentometri separano la fermata dalla stazione dove si prende la coincidenza.
Il percorso e' obbligato, un sentiero acciotolato scende per il prato, poi stretta discesa a sinistra a ridosso delle case e infine a destra a gomito si imbocca il marciapiede ringhierato che passando sotto l'autopista porta alla stazione dei bus.
Il sorpasso e' praticamente impossibile, chi scende per primo e' sul podio :-)
Qualcuno gia' schiaccia il pulsante rosso, la scritta parada sollecitata comincia a lampeggiare. Manca ancora qualche minuto e ci si comincia a scaldare... gamba che spunta dal sedile, zainetto su una spalla, borsetta stretta sotto braccio... i muscoli son tesi... la porta si apre, con un balzo sono fuori,primo! Cammino rapido a testa bassa fin quasi alle case, un occhiata dietro, li ho staccati, una vecchietta rallenta il gruppo, alla curva a gomito salto il muretto e guadagno altri attimi preziosi, ormai e' fatta. Mentre entro in stazione la canzone finisce, e' un live, scrosciano gli applausi, me li immagino tutti per me!!!
Salgo sul 14 a testa alta, oblitero, vado verso il fondo, mi siedo e aspetto.
Aspetto 3 minuti buoni prima che parta, sale la vecchia, oblitera e si siede e a seguire anche gli altri. Oggi ho vinto invano; ma a volte mi capita di sentire la porta chiudersi appena dietro me, giusto il tempo di spostarmi in fondo alla vettura gia' in movimento, e guardando dal finestrino vedere... i passi che accelerano, le braccia che si tendono invano, gli occhi sgranati e le loro parole incomprensibili... al vento.

venerdì 29 febbraio 2008

Un sabato qualunque... un sabato canario.



23 febbraio 2008
San Cristobal de la Laguna, cielo azzurro e vento freddo...potremmo essere in Trentino a marzo... saremo state 12, 13 persone. La gaffe inziale del saluto: noi formali tendiamo la mano, loro una mano sulla ns spalla e un bacio... allora noi due baci! (...e a volte anche tre, se lo sapessero...!)...la casualita', o forse anche no, ci fa sedere italiani di qua, canari di la' e Daniele in mezzo tipo "terra di confine".
La tavolata si riempie di Dorada (birra canaria), sembriamo i sudamericani con le Heineken. Presentazioni, raffica di nomi che dimentichi un attimo dopo che li hai sentiti, bevuta, sigaretta e via: destinazione Guachinche. Fabada, queso de cabra, pimientos relleno, cerdo alla brasa, patate, bistecche, vino, acqua y cafe. Uuuuu, che magnata!!!! Comida casera!
Seconda tappa: gelateria italiana con belvedere mozzafiato su rocce scoscese che a picco si tuffano in mare e sopra le nostre teste decine e decine di parapendii multicolore... sembrano farfalle, aquiloni. C'e' chi mangia il gelato, ancora cibo??? no basta, per me un amaro grazie.
Ci gustiamo il sole che picchia sulle nostre schiene e ci ritempra dai venti della Laguna e dalle mura fresche e umide del guachinche.
Ci si alza, si va alle macchine ed ora tutti al supermercato a far provviste: birra, rum, coca, succhi, ghiaccio, bicchieri di plastica e via...verso una splendida e semplice dimora abbracciata dalle colline del nord tra prati e fiori. Presto scende la notte, del resto e' comunque ancora inverno, e tra cocktails, musica, chitarra e canzoni improvvisate cantate a squarciagola inauguriamo il nostro primo autentico sabato canario!
I.

giovedì 28 febbraio 2008

Playa de las Teresitas e dintorni



Puerto de la Cruz, el pueblito sin alma





27 febbraio 2008

Da 45 giorni ormai calpestiamo le calles del Puerto.
Dopo un iniziale entusiasmo solleticato dalla nostra indomabile curiosita' che ci ha indotto ad attraversare ripetutamente le vie, le piazze, i moli, le avenide, in ripetuti e sfiancanti saliscendi constringendo i nostri polpacci a sforzi mai provati prima... ora, l'impressione iniziale che ci accolse e' svanita.
La pace che pareva irreale, la pioggerellina che bagnando i ciotoli di pietra scura con la calda luce dei lampioni trasmetteva una piacevole sensazione di calma che ci ha subito affascinato, ci ha presto lasciato.
Si, perche' Puerto e' bella, ma di una bellezza che si estingue in fretta, di cui abbuffarsi velocemente per poi dirigersi verso nuove rotte. E' bella, caratteristica, tranquilla, ma e' il nulla che ha dentro che ci lascia gia' cosi' indifferenti e abituati... ancora si mi fermo ad ammirare le case terrere e i balconi intarsiati di legno lucido e scuro, le mura di calce bianchissime, le aiuole in fiore e le onde oceaniche che quotidiane e instancabili si infrangono sul molo... ma le Taperias sono chiuse, i Guachinches altrove, non si beve il vino della valle ma birra, non si mangiano boccadillos ma platos combinados de hamburghesa y papas... cara Puerto, ti han tolto l'anima.
Sei un contenitore grazioso e accogliente ma senza dentro niente.
E a nessuno importa qui.
Ci viene da chiederci che ne sara' di te...non si riesce a immaginare un futuro per te, perche' non hai neanche un presente.
Comunque noi presto andremo via, ma a chi passa di qui -se lo goda il Puertito- ma poi corra a rifugiarsi in un guachinche ad abbuffarsi di vino tinto y carne a la brasa!
Suerte!
I.

martedì 26 febbraio 2008